Boat and Breakfast: le normative e i consigli per essere in regola

Boat and Breakfast: le normative e i consigli per essere in regola.

Il boat and breakfast è un fenomeno che in italia è ancora in forte ascesa, tuttavia capire lo stato normativo, i rischi e le eventuali soluzioni, attraverso il supporto di un consulente esperto, può essere più che fondamentale per non avere spiacevoli sorprese.

Iniziamo dalla normativa. Come noto il Decreto Legislativo n. 171 dell’08/07/2005, meglio conosciuto come Codice della Nautica da Diporto, nonché con la c.d. nuova riforma – entrata in vigore con il Decreto Legislativo n.229 del 3 novembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 gennaio 2018 -, nulla è direttamente disciplinato per questa tipologia di utilizzo che, a scanso di equivoci, è comunque commerciale.

Dunque, essendo per l’appunto il boat and breakfast un’attività lucrativa (perciò non diportistica) le autorizzazioni e le certificazioni necessarie non potranno che fare riferimento a quanto disposto dall’attuale normativa. Ora, nel caso si parlasse di un’attività di boat and breakfast con unità battente bandiera straniera, sarà altrettanto necessario che la stessa unità abbia l’opportuna iscrizione commerciale (e relativi certificati) rilasciata dal competente registro d’iscrizione.

Inoltre, a livello interpretativo, la dottrina internazionale in ambito marittimo vuole che qualsiasi utilizzo non rientrante nel diporto puro, e che dunque configuri qualsiasi prestazione a livello lucrativo, sia rientrante (senza spazio a dubbi) nell’ambito del diporto commerciale.

Chiarito il punto, è opportuno ora parlare di tutti i rischi che corre l’armatore che adibisce un’unità da diporto puro ad un’utilizzo commerciale, sia sotto il punto di vista normativo che assicurativo, tutt’altro che di secondaria importanza.

In termini normativi, vista anche la recente riforma, sono state, infatti, introdotte pesanti impianti sanzionatori per il soggetto che svolge l’attività commerciale senza averne le necessarie abilitazioni.

Sempre su questa falsa riga è altresì da notare come anche in tempi non sospetti tali attività, evidentemente esercitate in maniera abusiva siano già state di fatto perseguitate dall’autorità giudiziaria, come testimonia questo articolo del messaggero veneto del “lontano” 2014: qui il link all’articolo.

Inoltre, stante sempre le attuali normative, è vietata anche l’attività pubblicitaria salvo l’ipotesi che a farla sia un’impresa.

A questo si possono aggiungere tutti i rischi a livello fiscale, dove chiaramente il cliente paga per l’acquisto del servizio, in questo caso chiaramente di tipo ricettivo.

Infine, l’impatto assicurativo.
Svolgere l’attività di boat and breakfast richiederebbe, implicitamente, che la parte assicurativa sia coerente con l’effettivo utilizzo al quale l’unità è destinata.

Il rischio, nel caso in cui l’utilizzo commerciale non sia contemplato in polizza (sia in termini di coperture RC che di eventuali Corpi e Macchine), è quello di non vedere applicate le coperture o, peggio, di vedersi richiedere dalla propria compagnia un’azione di rivalsa.

A questo sono da aggiungersi i limiti delle coperture, che nel caso del diporto puro, lascerebbero, verosimilmente, scoperti varie tipologie di rischio quali: l’infortunio e il decesso (chiaramente del cliente), tanto per citarne alcuni.

Sempre in funzione del concetto di rischio, adibire l’unità da diporto, senza che questa sia certificata, autorizzata nonchè, dotata, di tutti gli equipaggiamenti di sicurezza previsti per l’utilizzo commerciale è già di per se un rischio sia sul punto di vista della sicurezza che sul piano assicurativo e normativo.

l’evento sinistrorso non sempre può essere gestibile e/o prevedibile

Come risolvere un’eventuale situazione di irregolarità? Questa è la domanda che molti spesso si pongono quando si avvicinano o vogliono essere in regola per lavorare attraverso il boat and breakfast.

Così come per molti altri clienti che il nostro studio ha assistito l’approccio non potrebbe che essere quello consolidato.

Innanzitutto la valutazione tecnico-amministrativa per poi passare alle soluzioni migliori in funzione del budget e della fattibilità esecutiva (ciò dipende, ad esempio, anche dal tipo di imbarcazione), passando infine alla corretta impostazione assicurativa e normativa dell’impresa armatrice.

In conclusione, allinearsi sotto tutti i punti di vista, verso un corretto esercizio dell’attività del boat and breakfast non potrà che essere uno scudo contro i vari rischi, potenzialmente anche devastanti, che un’attività altrimenti non correttamente e legalmente esercitata può portare.

 

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Daniele Motta
Perito e Consulente Navale
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