Charter – L’acquisto del Caicco usato

Il caicco turco è sicuramente tra le imbarcazioni più gettonate per chi vuole fare del charter senza sacrificare spazi generosi ed il fascino della vela, anche se generalmente vanno a motore.

Tipica ed inconfondibile per le sue forme veniva originariamente usata come unità da lavoro; da parecchi decenni soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni 80 e attraverso le prime riconversioni, si è via via affermata come unità adibita principalmente al charter, maggiormente nelle aree mediterranee.

Armato con due alberi la costruzione tradresizeizionale si basa nell’utilizzo di legni come il mogano, il teak, l’iroko o il pino.

Come anche trattato in un precedente articolo, il caicco si suddivide essenzialmente in 3 tipologie di modelli:

 

Il Caicco chiamato in Turchia, Aynakic, con poppa tagliata e pertanto con grandi volumi in questa zona dove generalmente viene costruita la cabina armatoriale. Si differenzia dalla “Gulet” per avere l’albero prodiero più alto di quello posto verso poppa.

La Gulet, la goletta turca, che ha la poppa tonda ed una linea molto simile alle golette da carico che hanno solcato i mari di tutto il mondo.

Il Tirhandil con prua e poppa simili che comunque non superano i 17.50m. Infatti sopra queste dimensioni i Tirhandil diventano sgraziati.

 

Reperibilità, Costi e Valutazioni

Essendo una tipica imbarcazione turca naturalmente la maggior parte dell’usato e dei cantieri si concentra soprattutto nelle località di Bodrum, Marmaris, Bozborun, Fetiye, Gogek, Antalya e Tuzla.

A questo “zoccolo duro” si aggiungono però anche le aeree riconducibili alla Grecia, Malta, Croazia e Italia dove oltre ad essere le zone più quotate per le crociere sono anche quelle dove è possibile reperire unità usate al di fuori del contesto turco.

I costi, prendendo in considerazione la fascia che va dai 22 ai 26 metri di lunghezza, può mediamente variare dagli 80.000 ai 220.000 Euro, ma anche con picchi fino ai 450.000, in base alla qualità dello stato di manutenzione, anno di costruzione, eventuali refitting etc.

Molto spesso queste unità, ci riferiamo al mercato turco, battono maggiormente bandiere come USA o, per l’appunto, turca. Questi ultimi aspetti sono assai importanti, a maggior ragione nel caso in cui l’acquirente sia europeo e intenda poi fare charter in acquee comunitarie, in quanto le succitate bandiere non rispettano di fatto nessun dispositivo normativo e tecnico riconducibile ai registri europei (Italia, Malta, Regno Unito e non solo).

Questo porta, nella stragrande maggioranza dei casi, a contemplare dei lavori di adeguamento ai regolamenti dei vari registri di bandiera per l’utilizzo commerciale con cifre anche importanti a seconda degli interventi da effettuarsi.

Escludendo i costi dati per l’importazione, altra problematica alcune volte registrata sta nell’assenza dei piani di costruzione o di altri documenti tecnici e/o amministrativi pressoché indispensabili sia per il cambio bandiera che per l’eventuale adeguamento, futuro, in riferimento ai suddetti e vari standard di sicurezza, spesso indispensabili per tali attività.

Ultimo punto sta nelle difficoltà con i rapporti con i broker (in Turchia non vi è un albo ufficiale) che spesso si ritrovano contemporaneamente a trattare la stessa unità ed anche a costi differenti. A questo si aggiungono le difficoltà per un compratore estero nel tutelare a pieno i propri diritti (in caso di vizi, contenziosi ecc.) effettuando la compravendita in Turchia che dovrebbe essere gestita comunque con la massima coscienziosità e quantomeno con un Perito di fiducia.

Sul fronte manutenzione c’è chiaramente da tenere in considerazione che essendo una imbarcazione in legno la periodicità e la qualità della stessa va costantemente messa al primo posto: infiltrazioni dal ponte di coperta o sostituzioni di intere tavole di fasciame sono tutt’altro che remote circostanze da dover eventualmente fronteggiare, soprattutto nei casi in cui l’unità acquistata non abbia avuto negli anni manutenzioni accurate o eseguite non a regola d’arte.

Ma superati questi ostacoli il Caicco turco, come in parte già su intuibile e se dotato dei confort minimi per gli standard occidentali, è effettivamente uno strumento formidabile sotto il punto di vista commerciale:

Il buon numero medio di cabine, gli spazi comuni interni ed esterni abbinati al fascino indiscusso delle sue forme ne fanno sicuramente tra le unità più idonee per la navigazione in aeree mediterranee.

 

Daniele Motta
Perito e Consulente Navale
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