Gestione dei sinistri: consigli e considerazioni per non avere brutte sorprese

resize

Gestione dei sinistri: consigli e considerazioni per non avere brutte sorprese
Di Daniele Motta

Come gestire un sinistro? La mia assicurazione tutelerà i miei interessi o solo i suoi? È saggio affidarsi alle sole valutazioni del Perito inviato dall’assicurazione?

Queste sono solo alcune delle mille domande e considerazioni che molti armatori si fanno – o si dovrebbero porre – quando subiscono un sinistro di qualsiasi tipologia.

In questo articolo non daremo solo dei consigli pratici per poter avere semplicemente i migliori strumenti per gestire questi eventi ma soprattutto cercheremo di condividere con i lettori anche alcune criticità nel settore assicurativo che a volte – perciò non sempre, ci teniamo ad essere precisi – danneggiano un po’ tutti: dai Periti agli stessi utenti e, forse, anche nei confronti delle stesse assicurazioni.

Ecco la prima analisi. Come gestire efficacemente il sinistro.

Dall’incaglio alla collisione passando dai danni da varo e alaggio finendo agli incendi e alle avarie comuni – solo per citare alcune casistiche – dovrebbero richiedere, anzitutto, alcune importanti best practise (buone pratiche); ecco perciò una parte di articolo che in passato già articolava alcuni aspetti sull’argomento:

Nella casistica accade, più di quanto si possa immaginare, di trovare armatori che a fronte di un sinistro, gestendo (e a volte non gestendo) l’evento in maniera sommaria, spesso in buona fede, si ritrovino a subire passivamente non solo l’evento infausto ma, altresì, gli stessi strascichi economici dell’accaduto.

Il primo errore è dato spesso dal fattore tempo. Non di rado infatti, dopo l’evento, molti attendono semplicemente il sopralluogo del commissario d’avaria al fine di attendere e conoscere se l’assicurazione coprirà i danni subiti…

Probabilmente in questo non vi è nulla di più sbagliato. In primo luogo, purché se ne dica, il perito cercherà, certamente nei limiti deontologici e tecnico-professionali, di fare chiaramente gli interessi della mandante (in questo caso l’assicurazione), la quale, come anche citato in un precedente articolo, farà di tutto pur di evitare di sborsare quattrini.

La soluzione, che vale per ogni sinistro, piccolo o grande, è quella di nominare un proprio perito di parte, il quale, anzitutto, e se chiamato con celerità, avrà modo di gestire subito a caldo le dinamiche dell’accaduto per poi affrontare, nel cosiddetto contraddittorio, il sopraluogo, nonché le successive risultanze date (anche) dalla relazione del perito dell’assicurazione.

Facendo ciò è chiaro che tutti gli eventuali elementi, non solo verranno opportunamente messi in luce, ma si avranno molte più probabilità atte a limitare la responsabilità dell’episodio o la totale, per così dire, estraneità rispetto all’accaduto.

Che dire di come “vivere” il sopralluogo del perito della controparte o dell’assicurazione? In parte lo si evince sopra: Il Perito nei limiti della tecnica e della deontologia farà legittimamente gli interessi della mandante (sia essa l’assicurazione o lo stesso armatore). Ciò detto vale la pena fare un esempio: Chi di noi non si farebbe accompagnare dal proprio legale nel caso in cui venissimo convocati da una controparte anch’essa provvista di legale? Probabilmente in pochi.

Lo stesso vale anche in questi casi, a maggior ragione se ci fosse un procedimento di natura giudiziale, l’expertise del Perito che, lo si ricorda, dovrebbe essere sempre di natura tecnico – economica e normativa, garantirà di tutelare – nei limiti – anche le vostre posizioni e le vostre lagnanze.

È chiaro che non si deve vedere il Perito o il Commissario d’Avaria come il nemico, tuttavia è importante sapere che non sempre potreste avere di fronte un Perito Navale (o Ingegnere Navale) a giudicare – e perciò a determinare, e di molto l’eventuale risarcimento -… anche perché ad oggi si sta via via affermando la figura bivalente del cosiddetto Perito Liquidatore.

Ma che dire di cosa può fare il danneggiato, in completa autonomia? Ecco perciò alcuni preziosi consigli da adottare:

In primo luogo è sempre buona norma prendere visione e in talune circostanze (se ciò fosse possibile) concordare in anticipo le modalità e le condizioni per un dato servizio, come ad esempio potrebbe essere un varo od un alaggio, o ancora la spedizione di prodotti o macchinari dalla propria azienda verso un cliente lontano.

Fatto questo, quantomeno, si avrà prima di tutto certezza delle esatte modalità e responsabilità del vettore o del soggetto incaricato, per quanto attiene quella specifica attività demandata alla loro cura.

Le cose cambiano, invece, nel momento in cui l’avaria o il sinistro è già avvenuto; in questo caso, come abbiamo già detto, è bene conoscere quale possa essere una buona pratica da seguire.

In una situazione del genere potrebbe essere importantissimo, ad esempio, fotografare il bene cercando di evidenziare le parti oggetto del danno e prendere nota, qualora fosse possibile, di tutti gli elementi che secondo voi potrebbero essere importanti nella corretta valutazione del sinistro.

Non di rado, infatti, molte azioni di rivalsa con le assicurazioni o le controparti potrebbero giocarsi su piccoli dettagli, magari all’apparenza insignificanti, i quali non di rado possono fare la differenza durante il contezioso o la eventuale procedura di rimborso.

 

Daniele Motta
Perito e Consulente Navale

Tel. +39 389 006 3921 - www.perizienavali.it

 

Foto di copertina: Intervento di recupero di una barca “spiaggiata” dallo scirocco