Nautica – Inizia il 2016 con l’abrogazione della tassa sul possesso

Nautica – Inizia il 2016 con l’abrogazione della tassa sul possesso

Di Daniele Motta

La notizia è già nota da qualche settimana con un clima fatto di una certa positività per l’anno appena iniziato. Il risultato, ma anche il valore simbolico dell’abrogazione della tassa sul possesso, introdotta, lo si ricorda, dall’illuminato governo “tecnico” Monti, ha senz’altro segnato e confermato l’impegno di UCINA in questo senso portando a casa un’risultato degno di nota.

A questo si è aggiunta, come ormai ci è noto, anche l’introduzione dell’IVA al 10% sugli ormeggi a breve. Ma tassa, al dire il vero, sembrerebbe essere stata, in fin dei conti, un vero flop: basti pensare che i costi per esigerla erano più alti degli effettivi introiti incassati dall’erario.

In termini economici rispetto ai 20 mlDSCN2652n di euro incassati il primo anno si passò, già nel secondo (e dopo le modifiche), a 7.5 mln di euro. Peccato che gli effetti della tassa portarono alla fuga dei diportisti, sia stranieri che italiani, portando l’erario alla perdita di ulteriore gettito pari a ben un quarto di quello incassato per sull’ICI per la prima casa…

“La grande fuga”, causata dalle negative novità poste a suo tempo dall’imposta portarono ad una vera e propria “sparizione” di ben 40.000 unità andando a regalare – letteralmente – lavoro, crescita e benessere ai porti francesi, spagnoli ecc. per diversi anni, e non sono stati certo pochi.

Ma qui sta la lungimiranza dell’amministrazione statale italiana, brava solo a spremere ma non sapendo affatto valorizzare – al contrario di come fanno diverse nazioni europee – il settore, magari facendovi del buon business anche per i propri, in teoria legittimi, interessi e doveri.

Basti pensare al mondo, neppure troppo conosciuto, dei registri navali esteri (inglese, lussemburghese, maltese ecc.) che oltre ad offrire spesso servizi più seri ed efficienti e, non in ultimo più competitivi, sanno fare anche cassa, e questo accade da decenni.

Il 2016 con tre ben saloni in programma e l’eliminazione di molti ostacoli, per ora relegati alla parte economico-fiscale, potrebbe essere l’anno del salto ma anche della verità: se la prossima stagione segnerà, lo speriamo, il segno più, questo potrebbe significare e rappresentare il tanto sperato e reale segnale di ripresa da anni sperato da molti diportisti e operatori.

Daniele Motta
Perito e Consulente Navale

http://www.nauticareport.it/dettnews.php?idx=3763&pg=7972