Speciale Assicurazioni: la tutela legale

L’esigenza di trovare coperture assicurative complementari alle polizze “tradizionali” è sicuramente un’esigenza molto sentita anche nel comparto nautico. Con questo speciale parliamo di tutela legale, cercando di individuarne vantaggi, limiti ed opportunità.

Continuano i nostri speciali sulle assicurazioni: questa volta il focus è sull’assicurazione Tutela Legale, un tipo di copertura assicurativa che può avere interessanti applicazioni anche nel comparto marittimo e di cui è meglio conoscere preventivamente alcune peculiarità.

Nel mondo marittimo l’assicurazione Tutela Legale ha senz’altro avuto una discreta espansione, sia del diporto che dello shipping. Tale copertura ha infatti captato sia le esigenze di operatori professionali (ingegneri, periti, mediatori, manager, amministratori di azienda ecc.) che quelle del personale marittimo (comandanti, direttori, ecc.).

Ciò detto è però opportuno partire prima dalle definizioni. L’assicurazione di tutela legale (cfr. art. 173 del Codice delle Assicurazioni) è definita dalla nostra normativa come “il contratto con il quale l’impresa di assicurazione, verso pagamento di un premio, si obbliga a prendere a carico le spese legali e peritali o a fornire prestazioni di altra natura, occorrenti all’assicurato per la difesa dei suoi interessi in sede giudiziale, in ogni tipo di procedimento o in sede extragiudiziale“.

Leggendo la sola norma che ne identifica il contenuto, appare abbastanza evidente il grande raggio di operatività e copertura. Tuttavia questa particolare soluzione assicurativa può avere specifiche limitazioni, spesso ricorrenti nella maggior parte delle polizze.

Tali limitazioni, in termini indicativi ma non esaustivi, possono ad esempio riguardare:

  • I fatti certamente dolosi, ovvero i procedimenti penali nei quali l’assicurato sia inputato per un reato doloso.
  • I fatti presumibilmente dolosi, come i procedimenti tributari o fatti non accidentali riguardanti l’inquinamento ambientale.

Seppur in linea generale vi siano le suddette limitazioni, alcune polizze possono prevedere un anticipo di spese in modalità forfettaria o attraverso altri metodi, contemplando dunque una certa “protezione” anche in sede penale.

Sempre rifacendoci al codice delle assicurazioni, l’articolo 163 pone una specifica “delimitazione di applicabilità” che vale la pena citare integralmente:

“La disciplina di cui al presente capo non si applica alle assicurazioni di tutela legale che concernono controversie derivanti dall’utilizzazione di navi marittime o connesse comunque a tale utilizzazione ed all’attività esercitata dall’impresa di assicurazione della responsabilità civile per resistere all’azione dei danneggiati ai sensi dell’art. 1917 del codice civile“.

Leggendo questo articolo è oggettivamente individuabile un “limite di applicabilità” ma solo nei casi in cui si voglia utilizzare un’assicurazione tutela legale al fine di resistere all’azione dei danneggiati correlandola con la responsabilità civile.

Ad ogni modo la copertura tutela legale è, come noto, spesso offerta quale garanzia accessoria, magari in abbinamento alla copertura corpi e macchine.

La Tutela Legale: opportunità e valutazioni

Le attività che possono contemplare una copertura tutela legale possono essere molte, sia a livello professionale che imprenditoriale.

Un primo ed immediato esempio può essere fatto per le professioni, dove una assicurazione tutela legale può essere integrata con quella per la responsabilità civile professionale. Tra le professioni possiamo citare:

  • Periti ed ingegneri
  • Progettisti e costruttori navali
  • Mediatori
  • Commissari d’avaria
  • Ispettori e certificatori
  • Consulenti fiscali
  • Comandanti e i marittimi in generale

Per queste categorie professionali vi può essere tuttavia un’oggettiva difficoltà ad ottenere una copertura sulla RC Professionale (e/o tutela legale) dalle tradizionali compagnie assicurative.

Per ovviare a questa criticità esistano attualmente dei soggetti, anche specializzati nel settore marine, che possono offrire delle coperture tailor made pensate unicamente per gli operatori professionali del settore navale. Tra questi la ITIC, una sorta di P&I per le professioni che ruotano intorno al mondo Marine, Aviation e Rail, alcuni sottoscrittori dei Lloyd’s e altri soggetti, quasi tutti operanti dal Regno Unito.

Per le attività imprenditoriali (cantieri e rimessaggi, marine, società di charter, società di gestione ecc.) e per alcune figure, come i direttori e manager (D&O), sono molte, allo stesso tempo, le opportunità date da varie coperture specificatamente pensate per il settore.

Anche in questo caso esistono particolari pacchetti che possono integrare una RC professionale ad una tutela legale, spesso in aggiunta a specifiche coperture pensate anche per imprese, sia direttamente (ad esempio armatori, noleggiatori, cantieri ecc.) che indirettamente (ad esempio gli istituti di credito) operanti nel cluster marittimo.

Come detto precedentemente, una buona polizza di tutela legale può sicuramente offrire, oltre a maggior tranquillità, anche la copertura di tutte quelle spese che, in caso di sinistro o rivendicazioni, dovranno essere necessariamente affrontate.

Avere un massimale che possa coprire le spese legali, peritali e di consulenza può sicuramente aumentare l’efficacia della propria azione, soprattutto evitando di impegnare somme altrimenti necessarie al proprio sostentamento o alla gestione delle proprie attività.

Altro punto molto importante sta nella possibilità di scegliere i propri consulenti (concetto della Libera Electio): questo permette all’assicurato di avvalersi di propri consulenti di fiducia o di poter scegliere quelli la cui competenza e professionalità è magari acclarata e/o affermata.

Infine, ma non in ordine d’importanza, vale la pena dedicare qualche riga alla scelta della propria polizza. Così come per ogni altro prodotto assicurativo applicato ad un contesto molto specifico come quello marittimo, è sicuramente importante individuare una compagnia (o un sottoscrittore) che abbia una certa conoscenza e/o competenza nel settore.

Spesso molti assicurati nel momento del “sinistro” trovano difficoltà a vedere operanti le garanzie sottoscritte. Infatti molte pratiche possono essere affidate a dei fiduciari (spesso legali) che di fatto non hanno alcuna competenza specifica nel settore marittimo, cosa che molte volte si traduce in un’errata valutazione delle specifiche problematiche dell’assicurato o, peggio, nella totale assenza di qualsiasi forma di assistenza.

Un ultimo consiglio è quello di analizzare con attenzione il contratto di polizza. Effettuare una minuziosa analisi, magari tramite un supporto di un proprio consulente specializzato, delle varie clausole, franchigie e limitazioni, può far capire, già prima della sottoscrizione, limiti e vantaggi di una specifica polizza.

Daniele Motta

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