San Marino rilancia il suo registro navale dedicato sia agli Yacht che alle Navi - perizienavali.it

La Repubblica di San Marino sta rilanciando il proprio registro navale sia per il diporto puro e commerciale che per lo shipping. Nell’ottica di comprendere quanto più le novità che ruotano attorno a questo registro navale, ho pensato ad un approfondimento che possa toccare le principali tematiche di interesse generale per armatori e proprietari di Navi e Yacht.

Il Registro Navale di San Marino

Volendo partire dall’attualità, nella giornata di venerdì 30 luglio, sono infatti apparse varie notizie che parlavano della nascita del registro navale sammarinese ma, al contrario, forse si potrebbe e si dovrebbe parlare di rilancio.
In questo senso, l’attività e la presenza della Repubblica sammarinese in chiave marittima ed aeronautica, non è affatto così recente.

Nel settembre 1948 viene emanata la legge sulla navigazione marittima, mentre è nel 2004 che viene emanata una normativa specifica avente come oggetto l’ istituzione di un Registro Marittimo per le unità da diporto. San Marino, dal 1988 è membro ICAO e dal 2002 è anche membro dell’IMO (International Maritime Organization).

Grazie ad un’accordo esclusivo tra l’Autorità Marittima dello stato e lo SMSR (San Marino Ship Register), l’obbiettivo enunciato è quello di porsi quale “giurisdizione attraente” attraverso i seguenti punti principali:

  • Elevati livelli di sicurezza e procedure di protezione
  • Conformità IMO
  • Servizio rapido
  • Buon rapporto qualità-prezzo
  • Flessibilità
  • Servizio clienti personalizzato
  • Innovazione grazie a tecnologia all’avanguardia

Ciò detto, volendo andare su una disquisizione e in una valutazione in chiave professionale, considerate anche le informazioni di respiro tecnico-normativo fin qui visionate, il registro dichiara anzitutto veloci tempi di registrazione (48 ore) con la presentazione di tutta la documentazione richiesta.

Dal punto di vista delle certificazioni di sicurezza, il registro demanda ad un ente tecnico notificato le ispezioni e le emissioni dei certificati, in maniera del tutto analoga a quanto avviene, ad esempio, in Italia, Regno Unito e Malta, soprattutto per quanto riguarda i commercial yacht.

Sempre sul fronte dei commercial yacht o, se preferite, delle unità da diporto adibite all’utilizzo commerciale, i marittimi sono riconosciuti, ovviamente, tutte le qualifiche STCW e i titoli  rilasciati dalla Maritime and Coastguard Agency del Regno Unito.

Parimenti, le pratiche di imbarco/sbarco dei marittimi sono demandate al comando dell’unità, al pari di come avviene nei registri anglosassoni, mentre i tempi per richiedere eventuali endorsement sono anch’essi sono dichiarati ridotti al minimo indispensabile.

In merito ai requisiti per la registrazione di yacht, sia privati che commerciali, non vengono richiesti documenti “aggiuntivi” rispetto allo standard internazionale adottato dalla maggioranza dei registri navali. Al contrario, cosi per come avviene in alcuni paesi EU o Extra EU, viene richiesta la nomina di un resident agent, per tutti quei soggetti, fisici o giuridici che non sono sammarinesi prima di procedere all’iscrizione dell’unità.

Tuttavia, il registro pone dei limiti alla registrazione per le unità con 20 o più anni di vita, salvo valutare deroghe in taluni casi applicando requisiti aggiuntivi e verifiche pre-iscrizione.

Dal punto di vista fiscale, sia per i soggetti sammarinesi che stranieri, vengono garantiti alcuni vantaggi fiscali, per questi ultimi un’esenzione totale dal pagamento della tassa monofase sulle importazioni e nessuna tassazione sul reddito da parte delle autorità sammarinesi.

Infine le fees afferenti la registrazione: attraverso specifica domanda rivolta allo SMSR, questo, per policy, non ha pubblicato alcuna tabella tariffaria standard per la registrazione delle unità, dunque i costi afferenti un’eventuale registrazione sono demandati alla discrezionalità del registro che, a seguito di ogni singola richiesta, formulerà, verosimilmente, un’offerta.

Le mie considerazioni

Posti gli elementi considerati fin qui e al netto delle informazioni ottenute per la stesura di questo articolo, la prima impressione avuta dalle novità e dalle politiche adottate dal registro sammarinese è che quest’ultimo si ponga quale competitor diretto rispetto al registro italiano, in particolare nel diporto (sia privato che commerciale) e soprattutto per quanto concerne l’efficienza burocratica (tempistiche e adempimenti).

Sul piano del diporto commerciale, invece, viene da valutare quale soluzione intermedia tra i registi emergenti (scarsa o assente storia quale registro competente – assenza di reali ispezioni di sicurezza – costi irrisori di iscrizione) e/o più fortemente burocratizzati e gestionalmente più onerosi (bandiere consolidate ma con alti oneri fiscali sull’impresa e sul lavoro marittimo, normativa non performante)  e quelli più consolidati, quali gli onnipresenti e sempre di livello registri Inglese e Maltese (normative e oneri su misura per gli operatori dei c.d. small commercial vessel ma con alti e seri standard per ottenere l’abilitazione e il mantenimento delle certificazioni commerciali).

Sul fronte della fiscalità dovranno essere attentamente considerate le varie implicazioni derivanti dallo status quo riguardante la Repubblica di San Marino. Quest’ultima pur avendo in essere un accordo di Cooperazione e Unione Doganale con la Comunità Economica Europea e una Convenzione Monetaria con la Repubblica Italiana e l’Unione Europea, non è, attualmente, membro di quest’ultima.
A questo vanno senz’altro valutati tutti gli impianti normativi applicabili, sia di respiro europeo che italiano.

Più in generale, così come da anni consiglio chiunque ci si accinga a considerare un cambio di registro di iscrizione per la propria unità, è sempre un must procedere con una valutazione professionale ed oggettiva sia delle esigenze e delle contingenze, soggettive, del singolo proprietario o armatore, che di tutte quelle implicazioni, oggettive, dati dagli imprescindibili elementi di natura assicurativa, fiscale, gestionale e amministrativa, tipici nella gestione di un’unità; il tutto sempre attraverso professionalità accreditate e riconosciute in materia.

Dunque, in conclusione, il registro sammarinese potrebbe senz’altro rappresentare, al momento e sulla carta, un’eccellente alternativa in talune circostanze ma non di certo la soluzione definiva o la panacea per ogni singola esigenza armatoriale, al pari di tutti gli altri registri, anche i più storici e blasonati.
Dopotutto, si sa, la perfezione non è di questo mondo.

Daniele Motta
Perito e Consulente Navale
Per questa ed altre esigenze di natura tecnica, amministrativa e fiscale per il mondo dello shipping e dello yachting, il Perito Navale Daniele Motta può essere contattato attraverso il sito web perizienavali.it